Il suolo questo sconosciuto

Il suolo è una realtà generalmente poco conosciuta, a volte purtroppo anche da alcuni “addetti ai lavori” o presunti tali.

Non tutti sanno che esistono diversi tipi di terreno agricolo e che difficilmente si trovano due terreni perfettamente identici in natura. Questo perché le caratteristiche del terreno sono influenzate da numerosisssimi fattori.

Esistono infiniti tipi di terreno diversi, con composizioni fisiche diverse, pH diversi, contenuto di sostanza organica diverso, ecc…

Per ogni giardiniere, sia che operi a livello professionale che in ambito domestico, è fondamentale capire con che tipo di terreno ha a che fare. Ogni pianta, infatti, si adatta e cresce meglio su un determinato tipo di terreno piuttosto che su un altro.

Suolo e terreno agricolo

I termini suolo e terreno agricolo non sono sinonimi. Il suolo è la parte superficiale della crosta terrestre in grado di ospitare la vita vegetale. Il terreno agricolo, invece, è quella parte di suolo che direttamente o indirettamente l’uomo ha modificato perche ne ha fatto oggetto di coltivazioni. Pertanto il terreno agricolo è diverso dal suolo naturale.

Suolo e terreno agricolo hanno in comune una caratteristica fondamentale: non sono delle entità inerti e sempre uguali a se stesse, ma sistemi dinamici complessi in continua evoluzione. Pertanto l’azione dell’uomo dovrebbe essere conservativa e migliorativa delle loro caratteristiche fisiche e, soprattutto, biologiche.

 

Classificazione dei suoli in base alla tessitura

Uno dei principali metodi per classificare i diversi tipi di suolo è di analizzare la loro struttura fisica; la tessitura ci da informazioni sulle dimensioni delle varie particelle che compongono il suolo. Le diverse particelle solide vengono distinte in classi granulometriche in base alla loro dimensione.

La tessitura ci consente di capire le proprietà fisiche, meccaniche e chimiche di un suolo.
I principali elementi costitutivi del terreno agricolo sono:

  • Scheletro, le particelle con dimensioni superiori a 2 mm di diametro
  • Sabbia, le particelle con dimensioni diametriche comprese tra 2 e 0,02 mm
  • Limo, le particelle con dimensioni diametriche comprese tra 0,02 e 0,002 mm
  • Argilla, le particelle con dimensioni superiori a 0,002 mm di diametro

Sabbia, limo e argilla costituiscono la cosiddetta “terra fine”. A seconda delle diverse percentuali di questi elementi si possono classificare i diversi tipi di terreno agricolo in varie classi tessiturali. Per individuare la classe tessiturale di un suolo è molto utile l’utilizzo del diagramma di Thompson (qui sotto).

 

diagramma di Thompson

Ruolo e caratteristiche delle diverse componenti del suolo

Le particelle appartenenti a ciascuna classe dimensionale hanno caratteristiche tipiche e influenzano il comportamento fisico e chimico del terreno. Le analizzeremo brevemente una per una.

Scheletro

Con il termine “scheletro” si intendono le particelle con dimensioni maggiori ai 2 mm di diametro. Fanno parte di questa classe dimensionale le pietre, la ghiaia, il ghiaietto, i ciottoli.
Queste componenti di grosse dimensioni sono a volte d’ostacolo per la lavorazione del terreno ma hanno un ruolo importante nell’aumentare la capacità drenante e la permeabilità all’aria del suolo. Dal punto di vista chimico sono quasi inerti in quanto non trattengono l’acqua e la loro capacità di scambio cationico (esprime la quantità di legami chimici di cui dispongono) è molto ridotta a causa della loro limitata superficie di contatto con la soluzione acquosa presente all’interno del suolo.

Sabbia

La sabbia è rappresentata da elementi piccoli, al limite della visibilità umana, ma ancora relativamente grandi.

Le sabbie vengono a loro volta distinte in base alle dimensioni dei granuli che le compongono secondo la seguente classificazione dimensionale:

  • Molto fine, fra 20 e 100 micron
  • Fine, fra i 100 e i 250 micron
  • Media, fra 250 e 500 micron
  • Grossa, fra 500 micron e 1 mm
  • Molto grossa, da 1 a 2 mm

La presenza della sabbia rende il suolo molto permeabile ad acqua e aria. La sua consistenza è totalmente sciolta e pertanto è facilmente lavorabile.

Oltre a questi pregi i suoli sabbiosi hanno però il difetto di non trattenere l’acqua e di avere generalmente una scarsa fertilità, a causa del fatto che la sabbia ha una scarsissima capacità di trattenere i sali minerali necessari alle piante.

Limo

Il limo rappresenta frazioni di terreno con caratteristiche intermedie tra quelle della sabbia e dell’argilla. In particolare, i limi di più grandi dimensioni hanno proprietà analoghe a quelle della sabbia, mentre i più fini simili a quelle dell’argilla, fatta eccezione per le proprietà colloidali.
Suoli molto limosi possono essere di non facile gestione agronomica e possono porre problemi di fertilità fisica e meccanica, oltre che biologica.

Argilla

L’argilla rappresenta l’elemento più fine del terreno e vi sono molti tipi diversi di argilla.

Caratteristica comune a tutte è l’elevata proprietà colloidale, ossia è costituita da piccolissimi minerali che si cementificano tra di loro, dando vita a uno strato molto compatto e difficilmente permeabile ad aria e acqua. La tendenza dei terreni agricoli troppo argillosi è quella di provocare ristagni idrici e asfissia radicale. Questo crea problemi di fertilità fisica del terreno.
D’altro canto l’argilla ha la capacità di trattenere gli elementi nutritivi e grazie alla sua alta Capacità di Scambio Cationico (CSC) consente di stabilizzare la disponibilità di nutrienti, migliorando così la fertilità chimica e biologica.

 

Il terreno ideale

Il terreno ideale dipende fortemente dalle piante che ci devono crescere. Per un cactacea desertica sarà fondamentale poca acqua e un’altissima percentuale di sabbia e scheletro, mentre per un’ortica sarà indispensabile una buona dotazione argillosa e acqua in abbondanza.

Per la stragrande maggioranza delle piante però il terreno ideale è quello di medio impasto o franco.
Questa tipologia di terreni presenta frazioni di sabbia, limo e argilla in quantità tali che nessuna prevale sull’altra. Il terreno di medio impasto è tendenzialmente la migliore matrice in cui far crescere i vegetali perché crea le condizioni ideali per lo sviluppo equilibrato delle piante: permette il drenaggio dell’acqua in eccesso pur mantenendosi idratato a lungo, ha una buona permeabilità all’aria pur avendo anche un’ottima fertilità chimica di base.

La tessitura del terreno franco è costituita da:

  • dal 35 al 55% di sabbia
  • dal 25 al 45% di limo
  • dal 10 al 25% di argilla

L’alta quantità di sabbia garantisce una una buona circolazione idrica, una buona permeabilità all’aria ed un’ottimale penetrazione delle radici nel substrato; una buona percentuale di argille è necessaria per garantire il mantenimento di un sufficiente grado di umidità tra una bagnatura e l’altra, inoltre garantisce la capacità del suolo di trattenere i composti chimici necessari alla vita delle piante. Per quanto riguarda il limo, a causa della sua difficile gestione agronomica e dei problemi che può portare a livello di fertilità, sostanzialmente meno ce n’è e più il terreno risulta di qualità.

Per far vivere bene le piante però la matrice inorganica di un suolo non è assolutamente sufficiente, è indispensabile che il terreno sia vivo. Sia cioè popolato da una ricca presenza microbica e animale; ma questo argomento è trattato in un altro articolo che potrete trovare qui.

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