Ragnetto rosso: chi è

Il ragnetto rosso, la specie più diffusa è Tetranychus Urticae, è un aracnide fitofago polifago. Attacca diverse piante, sia da frutto che ornamentali, sia erbacee che arboree.

Il ragnetto rosso è un aracnide caratterizzato da dimensioni molto piccole, le femmine raggiungono il mezzo millimetro, i maschi restano più piccoli ancora. Gli adulti sono rossi, mentre le forme giovanili sono gialle o arancione.

Il ragnetto rosso è un parassita pericoloso per le piante, perché, riproducendosi molto velocemente, in pochi giorni è in grado di infestare pesantemente la pianta ospite.

In agricoltura è molto temuto nella coltivazione dei fruttiferi, della soia e nelle colture orticole protette.

Gli attacchi sono più frequenti in estate, perché questo piccolo ragno predilige climi caldi e aridi.

 

Ragnetto rosso: che danni fa

Generalmente il ragnetto rosso colpisce la pagina inferiore della foglia e, certe volte, anche i giovani germogli. Provoca depigmentazioni e bronzature, anche intense, sulle foglie, che rapidamente vanno incontro a disseccamento e caduta.

L’infestazione da ragnetto rosso avviene prevalentemente a carico dell’apparato fogliare, che si decolora velocemente sul margine superiore assumendo una colorazione bronzea.

Generalmente il ragnetto rosso colpisce la parte centrale della foglia, ma su alcune piante, l’infestazione si sviluppa lungo i bordi della pagina fogliare, che appare come se fosse stata bruciacchiata.

Successivamente si ha il disseccamento e la caduta della foglia.

A volte sul lato inferiore compaiono delle macchioline biancastre pulverulente, che altro non sono che residui ed escrementi degli stadi larvali.

Un sintomo secondario che può colpire i fruttiferi e alcune piante orticole, come il pomodoro per esempio, è l’ustione dei frutti. Ciò è dovuto alla forte insolazione operata dai raggi solari, che senza la presenza delle foglie, arrivano direttamente sui frutti, ustionandoli.

L’infestazione da ragnetto rosso è favorita dalle condizioni climatiche spesso presenti nelle estati mediterranee: calore e bassa umidità, meglio se in assenza di piogge.

 

Ragnetto rosso: rimedi e cura

Come per qualsiasi problematica fitopatologica la prima cura deve sempre essere quella agronomica per permettere alla pianta di difendersi naturalmente dal parassita.

La prevenzione per evitare le infezioni del ragnetto rosso è legata prevalentemente alla gestione dell’umidità: nebulizzando le foglie nelle giornate calde e secche si crea un ambiente poco favorevole al parassita. Ma se questo è facilmente realizzabile nelle serre dove si coltivano ortaggi professionalmente, risulta molto più difficile in giardino.

Una pratica attuabile può essere quella di incrementare le irrigazioni durante le giornate molto calde dei mesi secchi, magari facendo bagnare all’impianto di irrigazione frequentemente le foglie e i germogli delle piante più sensibili a questo parassita.

In caso di individuazione iniziale dell’infestazione la lotta a questi insetti è piuttosto facile: si possono eliminare con un forte getto d’acqua o schiacciare fra le dita; mentre se la colonia si è già sviluppata, si deve intervenire diversamente.
Prima però di ricorrere a un acaricida di sintesi chimica, ci almeno un paio di modi per contrastare lo sviluppo del ragnetto rosso che vi consigliamo di provare.

Si può preparare in casa un insetticida a base di sapone di Marsiglia o si possono utilizzare prodotti a base di neem o piretro naturale, come per afidi e cocciniglie; facendo però attenzione che l’azione di questi ultimi non è selettiva e quindi colpisce anche gli insetti utili, tra i quali anche i predatori. degli insetti dannosi.

Col sapone di Marsiglia generalmente basta un solo trattamento, ma è possibile ripeterlo a distanza di una settimana per colpire le giovani larve appena schiusesi.

In alternativa, con funzione sia dissuasiva che insetticida, contro il ragnetto rosso può essere usato il macerato o il decotto di aglio, cipolla o peperoncino.

Se proprio l’infestazione non recede neanche dopo reiterati trattamenti “soft”, si può provare un trattamento biologico con antagonisti naturali, come le coccinelle, oppure come estrema ratio con un trattamento con un acaricida specifico per questo fastidioso ospite.

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