La Processionaria del pino è una farfalla le cui larve (o bruchi) si sviluppano sulle Conifere, ed in particolare sui pini. Allo stadio larvale questo insetto oltre a danneggiare le piante può causare gravi danni alla salute delle persone e degli animali a sangue caldo, provocando reazioni epidermiche e allergiche anche gravi.

 

Chi è

La Thaumetopoea pityocampa (Den. et Schiff.) è un Ledipottero della famiglia dei Thaumetopoeidae.

Il suo areale di diffusione è in continua espansione, poiché la specie ha una notevole adattabilità ed è favorita dai cambiamenti climatici in atto.
In presenza di conifere, tra le quali predilige Pino nero, Pino radiata e Pino marittimo, si rinviene sia in ambienti boschivi che in ambienti urbani dal livello del mare fino al piano montano.
L’insetto presenta una generazione l’anno con comparsa degli adulti in estate.

La farfalla, ha abitudini crepuscolari-notturne, è incapace di alimentarsi e sopravvive solo pochi giorni. Ciascuna femmina depone da 100 a 300 uova. Dopo circa un mese nascono le larve che vivono gregarie alimentandosi a spese della chioma delle piante ospiti.

L’inverno è superato dalle larve in nidi comuni, costruiti nelle porzioni più soleggiate della chioma. Le colonie di giovani larve formano inizialmente nidi temporanei di piccole dimensioni denominati “pre-nidi”. Successivamente, con il procedere dello sviluppo, le larve possono riunirsi in gruppi più numerosi in cui si rinviene la prole di più femmine. In questa fase gli insetti
formano nidi sempre più compatti e voluminosi all’interno dei quali oltre alle larve, si rinvengono anche i resti delle mute, gli escrementi ed altri detriti che contribuiscono a formare una massa protettiva e coibentante.

A fine inverno, con l’aumentare della temperatura, riprende, voracissima, l’azione trofica per arrivare alla completa maturazione delle larve. È in questo periodo che gli alberi vengono defogliati in modo più vistoso.
Le larve complessivamente attraversano 5 età e completano lo sviluppo in un periodo che può variare, a seconda delle condizioni ambientali, da fine febbraio alla prima metà di maggio.
A maturità abbandonano la pianta ospite formando lunghe processioni con le quali scendono lungo il tronco per andarsi ad incrisalidare nel terreno ad una profondità di alcuni cm.

Gli adulti compaiono in estate, ma una quota variabile di crisalidi può arrestare lo sviluppo e dare luogo a sfarfallamenti con 1 o più anni di ritardo. Questo lepidottero, limitatamente ad alcune fasi del suo ciclo biologico, è di facile identificazione.
L’osservazione nel periodo invernale di nidi biancastri nelle zone più soleggiate della chioma di conifere, è un segno inequivocabile della presenza dell’insetto.

I nidi formati inizialmente dalle larve nel periodo autunnale, denominati pre-nidi sono invece di difficile identificazione, poiché sono piccole strutture formate riunendo solo alcuni aghi con una lassa rete di fili sericei.
Un’altra caratteristica che può essere indicativa della presenza di questo Lepidottero, è il modo in cui le larve si spostano. Questi insetti creano un’ordinata “processione”, andando a formare file in cui ciascun individuo rimane in contatto con quello che lo precede.

 

Che danni fa

Questo fi tofago si alimenta a spese degli aghi dalla nascita fi no allo stadio larvale fi nale; nel corso di forti attacchi le piante possono essere completamente defogliate.
Infestazioni ripetute per più anni infl uiscono negativamente sugli accrescimenti e possono inoltre indebolire le piante al punto da predisporle a successivi attacchi di
insetti e patogeni di debolezza.

Le infestazioni di Processionaria del pino hanno inoltre un rilevante interesse igienico-sanitario poiché le larve dalla terza età in poi sono in grado di procurare reazioni
allergiche anche gravi. Questo fenomeno è legato alla presenza sul dorso della larva di peli urticanti a forma di arpione, che servono a proteggere la larva dai predatori.
Uno degli aspetti più temibili di questi peli è che si staccano facilmente dal corpo della larva ed essendo estremamente piccoli, possono essere trasportati dal vento; inoltreil loro potere urticante permane per almeno due anni.

 

Cosa fare se si viene in contatto con le larve urticanti

La gravità delle reazioni allergiche che si manifestano in persone o animali a sangue caldo a causa della processionaria, varia sensibilmente in relazione: alla durata, alla quantità ed al tipo di contatto con i peli urticanti , oltre che alla sensibilità specifica del soggetto coinvolto.
Di seguito si indicano gli effetti e le precauzioni da adottare nel caso in cui il contatto con i peli urticanti sia avvenuto:

Pelle

Sintomi: comparsa dopo breve tempo all’esposizione di aree arrossate con forte sensazione di prurito, principalmente sulle parti del corpo scoperte e in punti con sudorazione abbondante.
Consigli:
a) lavare abbondantemente il corpo (capelli inclusi) con acqua e sapone
b) manipolare i vestiti con guanti e lavarli anch’essi avendo cura di utilizzare acqua a temperatura elevata
c) sulle parti che hanno toccato larve e nidi utilizzare eventualmente strisce di scotch come un mezzo depilante per asportare parte dei peli ancorati alla pelle
d) utilizzare sulle parti arrossate una pomata antistaminica per lenire il fastidio

Occhi

Sintomi: dopo poche ore comparsa di forti congiuntiviti
Consigli: effettuare un rapido controllo medico

Inalazione

Sintomi: difficoltà a deglutire che possono poi essere seguite da broncospasmi
Consigli: effettuare un rapido controllo medico

Ingestione

Sintomi: l’infiammazione delle mucose della bocca si accompagna a ipersalivazione e nel caso di interessamento dei primi tratti intestinali possono comparire dolori addominali
Consigli: effettuare un rapido controllo medico

 

Rimedi e cure per le piante

Le metodologie di lotta alla processionaria del pino variano in relazione al momento del ciclo biologico nel quale l’insetto si trova e conseguentemente dipendono dalla stagione in cui vengono eseguite.

Inizio autunno (larve giovani prive di peli urticanti)

Le piante possono essere trattate con endoterapia a base di insetticidi sistemici oppure con prodotti microbiologici a base di Bacillus thuringiensis varietà kurstaki (Btk). Non è necessario prendere particolari precauzioni in quanto le larve che cadono al suolo non risultano pericolose e non sono ancora stati formati i nidi definitivi.

Inverno – primavera (larve con peli urticanti)

Le piante possono essere trattate con endoterapia a base di insetticidi sistemici oppure sono ancora possibili interventi con prodotti a base di Btk ma con il procedere della stagione e il passaggio delle larve verso le ultime età è necessario evitare per alcuni giorni di avvicinarsi alle piante trattate in quanto anche il contatto con le larve morte causa problemi di ordine igienico-sanitario. In aree urbane e periurbane, qualora possibile, risulta valida la raccolta e la distruzione dei nidi.

Estate (presenza di vecchi nidi)

I vecchi nidi contengono peli urticanti. Per questo motivo in parchi e giardini è consigliabile la loro asportazione, che va operata da operatori addestrati e muniti dei necessari Dispositivi di Protezione Individuale.

 

Fonte: Servizio Fitosanitario Regionale – Regione Toscana
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