Paulownia tomentosa

famiglia: Scrophulariaceae
genere: Paulownia
specie: Paulownia tomentosa

fioritura Paulownia tomentosa
La spettacolare fioritura della Paulownia tomentosa

Qualche cenno botanico

La Paulownia tomentosa è un albero deciduo originario delle regioni montagnose dell’Estremo Oriente, particolarmente diffuso in Cina e Giappone.

È una pianta di notevoli dimensioni, raggiunge rapidamente i 15/20 metri d’altezza, e dal bel portamento tendenzialmente globoso.

È un albero caratterizzato dalla bellissima fioritura primaverile, quando si ricopre di fiori bianchi o lilla a seconda delle varietà. I fiori, che spuntano prima dello sviluppo delle foglie, sono profumatissimi, lunghi 4/6 cm e riuniti in grandi corimbi. Particolarmente apprezzati dalle api, danno un ottimo miele.

Ha grandi foglie tomentose ovate cuoriformi, talvolta lobate. I frutti autunnali sono capsule ovali, ricoperte da una peluria dorata.

È una pianta che è stata portata in Europa a inizio 800 dalla Compagnia Olandese delle Indie Orientali e nel corso del XIX e XX secolo si è diffusa in tutto l’Occidente come pianta ornamentale. Solo recentemente se ne è cominciata anche la coltura a scopo industriale.

In Estremo Oriente è un albero molto diffuso e viene utilizzato per le proprietà medicamentose e per il legname. Il legno infatti è leggero e flessibile, molto ricercato per mobili, battiscopa e anche per strumenti musicali.

Per la caratteristica di non subire l’attacco dei parassiti xilofagi (non viene attaccato neanche dai tarli), nè dei funghi che degradano il legno, in Giappone è stato molto usato come legno strutturale.

In alcune zone della Cina è tutt’ora utilizzato anche come foraggio per gli animali e per la produzione di biomassa legnosa. Questo soprattutto per la sua spiccata velocità di crescita.

Per l’apparato radicale molto sviluppato viene anche utilizzato per la stabilizzazione dei versanti a rischio frana.

La coltivazione è piuttosto facile perché è una pianta estremamente adattabile alle più svariate condizioni pedoclimatiche.

Ama le posizioni soleggiate, ma si adatta molto bene anche alla mezz’ombra. Non teme il freddo invernale nè il caldo estivo, ma soffre molto i ristagni idrici. È perciò importante che il sito di impianto sia ben drenato.

La paulonia in giardino

La Paulownia tomentosa è un albero molto adatto a grandi giardini e parchi. Ha molte caratteristiche positive per l’uso ornamentale: ha un bel portamento e una spettacolare fioritura, cresce velocemente in ogni terreno, ha esigenze colturali praticamente nulle e non va soggetto a malattie o attacchi parassitari. Basta ricordarsi di assicurargli un buon drenaggio e il successo è garantito.

Esposizione:  le paulonie amano stare in pieno sole, ma sopportano molto bene anche posizioni semi-ombreggiate. In genere non temono né il freddo né il caldo.

Annaffiature: sono piante che soffrono i ristagni idrici più che la carenza d’acqua. È quindi consigliabile bagnare solo gli esemplari di 1 anno sporadicamente durante la prima estate. Mentre gli esemplari più grandi non necessitano di alcun supporto irriguo, in quanto sono in grado di sfruttare le acque meteoriche.

Concimazione:  all’inizio della primavera si avvantaggiano di una concimazione organica che stimolerà sia la fioritura che la crescita di nuovi tessuti legnosi.

Trattamenti:  sono piante che soffrono esclusivamente di problematiche direttamente collegate con la presenza di eccessiva acqua libera nel suolo. Pertanto per evitare marciumi o problemi fungini basta solitamente evitare i ristagni idrici mediante un buon drenaggio.

Moltiplicazione: si possono riprodurre attraverso talea radicale o per semina. Si seminano in primavera, in un composto costituito da sabbia e torba in parti uguali.

Terreno: amano particolarmente i terreni sciolti e ricchi di sostanza organica, ma si adattano a qualsiasi condizione pedologica, purché con buon drenaggio.

In vaso vanno coltivate in un substrato costituito da due parti di torba, due parti di terriccio e una parte di sabbia, per agevolarne il drenaggio ed evitare pericolosi ristagni idrici.

Dryopteris filix-mas

famiglia: Dryopteridaceae
genere: Dryopteris
specie: Dryopteris filix-mas

Dryopteris filix-mas

Qualche cenno botanico

La felce maschio (Dryopteris filix-mas) è una pianta appartenente alla famiglia Dryopteridaceae. È una delle felci più comuni nei boschi ombrosi e freschi di castagno e di quercia, ma cresce anche nei boschi di conifere fino al limite di 1700/1800 m d’altitudine.

Ha un comportamento tappezzante e tende a formare rigogliosi cespugli che superano anche il metro di altezza. L’apparato fogliare permane anche d’inverno ed è caratterizzato da un colore verde chiaro.

Si tratta di una pianta perenne con rizoma sotterraneo che porta grandi foglie bipennate lunghe sino a 1,20 m; i piccioli delle foglie e le rachidi fogliari sono ricoperte da piccole squame brune. Il fogliame è tendenzialmente verde chiaro.

Sporifica da giugno ad agosto.

Predilige esposizioni ombreggiate.

È una specie a foglia permanente, ma in caso di temperature molto rigide, è possibile che la parte aerea secchi completamente, per poi rispuntare in primavera.

La felce maschio in giardino

Queste felci sono molto adatte nei giardini ombreggiati, dove si possono utilizzare sia in aiuole miste che come tappezzanti, per coprire superfici più vaste.

Esposizione: non amano stare in pieno sole ma al contrario preferiscono posizioni in ombra o mezz’ombra. È da evitare l’esposizione diretta ai raggi solari.

In genere non temono il freddo, mentre possono venir danneggiate dal vento; quindi è consigliabile metterle a dimora in posizione riparata da un muro o d altri arbusti.

Annaffiature: sono piante che temono i ristagni idrici più che le brevi carenze d’acqua. È quindi  consigliabile bagnare solo quando il terreno è asciutto, evitando con accortezza i ristagni, soprattutto per per le piante in vaso.

Concimazione:  all’inizio della primavera si avvantaggiano di una concimazione organica o chimica con concime granulare a lenta cessione per piante verdi.

Trattamenti: le felci sono suscettibili di clorosi e di marciumi radicali, causati generalmente da una cattiva gestione agronomica e da ristagni idrici nel pane di terra. Nel primo caso si ovvia con una concimazione organica con compost maturo; per evitare i marciumi, invece, basta solitamente evitare i ristagni idrici.

Moltiplicazione: si possono riprodurre attraverso le spore, la cui produzione è piuttosto abbondante. Le spore sono mature quando hanno un aspetto cartaceo e si staccano facilmente dalla pianta madre. Si seminano in primavera, in un composto costituito da sabbia e torba in parti uguali.

Ancor più facile la riproduzione per divisione dei cespi: in primavera e in autunno si dividono i cespi e le porzioni vengono subito messe direttamente a dimora.

Terreno: amano particolarmente i terreni sciolti e ricchi di sostanza organica, meglio se a tendenza acida. Vanno coltivate in un substrato costituito da due parti di torba, due parti di terriccio e una parte di sabbia, per agevolarne il drenaggio ed evitare pericolosi ristagni idrici.

Le lavorazioni di novembre in giardino

lavorazioni novembre giardinoNovembre è il mese autunnale per eccellenza, se nella tradizione contadina la maturazione dei frutti del bosco portava all’ingrasso e al “finissaggio” dei maiali e alla conseguente loro macellazione, oggi nel giardino pochi hanno il lusso di avere grandi querce… e ancor meno suini bradi da far pascolare!

In giardino si raccolgono le foglie e ci si prepara ai rigori invernali, proteggendo le piante che maggiormente possono soffrire i rigori invernali, come gli agrumi e molte aromatiche mediterranee.

Ottobre e novembre sono i mesi di massima virulenza fungina e in cui le spore di molti parassiti fungini sono molto abbondanti nell’aria, quindi posate forbici, forbicioni e tagliasiepi. Per non parlare delle motoseghe!

Prato

  • Diradate le falciature e soprattutto evitatele se fa freddo o è particolarmente umido.
  • Controllate lo sviluppo delle piante spontanee.
  • Rimuovete le foglie secche delle piante spoglianti.
  • Controllate l’irrigazione del tappeto erboso, soprattutto se il vostro impianto non è dotato di un sensore di pioggia, dovreste valutare di spegnere l’impianto o ridurre di molto la cadenza di adacquamento.

Orto

  • Rimuovete le colture estive e seminate le fave e l’aglio.
  • Seminate i piselli e gli altri legumi che amano rimanere ai rigori invernali.
  • Proteggete le aromatiche mediterranee dai venti freddi o, se in vaso, collocatele in posizioni riparate. 
  • Continuate la semina degli ortaggi a raccolta invernale come cavoli, lattughe, ravanelli invernali e le cipolle resistenti ai rigori invernali.
  • Verificate e nel caso rinnovate la pacciamatura dell’orto.
  • Verificate nella cantina che i raccolti destinati alla conservazione non si siano ammalorati.
  • Tenete sotto controllo gli afidi, le lumache e le limacce ed intervenite se necessario.
  • Fate la massima attenzione alle problematiche fungine e nel caso intervenite immediatamente.

Arbusti ornamentali

  • Novembre è un buon mese per mettere a dimora delle nuove piante perenni, ora molte saranno spoglie o poco attraenti, ma a primavera partiranno molto meglio se messe a dimora in autunno.
  • Sospendete la tosatura delle siepi, soprattutto se ciò comporta il taglio di parti legnose delle piante.
  • Rimuovete i capolini sfioriti delle piante annuali e delle perenni.
  • Controllate i tutori e i sostegni per i rampicanti, a breve alcuni saranno da togliere per la fine del ciclo vegetativo delle annuali.
  • Riducete, o spegnete del tutto,  l’irrigazione; anche in considerazione delle piogge che dovrebbero farsi più abbondanti e regolari.
  • Se necessario rinnovate la pacciamatura nelle aiuole e sotto le siepi per controllare lo sviluppo delle piante infestanti.
  • Nelle aiuole destinate alle fioriture stagionali sostituite le fioriture estive con quelle invernali.
  • Raccogliete i semi delle piante tardive che volete riprodurre.
  • Sbrigatevi a piantare i bulbi a fioritura primaverile, avete poco tempo ancora! Trovate un angolino per i tulipani: a primavera vi daranno grandi soddisfazioni.

Piante in vaso

  • Verificate lo stato vegetativo delle piante e ricordate che le piante in vaso poste all’interno degli appartamenti risentono meno dell’alternanza delle stagioni; pertanto le cure ad esse dedicate devono essere costanti anche in questo periodo in cui fuori tutta la vita vegetale va decisamente a rilento.
  • Seminate in vaso le piante rustiche.
  • Rinvasate le piante che devono cambiare vaso, aumentandone leggermente la misura.

Interventi generali

  • Raccogliete le foglie delle piante spoglianti.
  • Controllate tutori e legacci.
  • Controllate regolarmente lo stato della pacciamatura per mantenere sotto controllo lo sviluppo delle infestanti spontanee e per aiutare il terreno a mantenersi termicamente più isolato dai primi freddi invernali.
  • Verificate con molta attenzione la presenza di parassiti ed eventuali problematiche fungine, che in questo periodo si fanno particolarmente pericolose a causa del clima umido con temperature non ancora rigide.

Athyrium filix-femina

famiglia: Dryopteridaceae
genere: Athyrium
specie: Athyrium filix-femina

Athyrium

Qualche cenno botanico

La felce femmina (Athyrium filix-femina) è una specie di pianta felciforme appartenente alla famiglia Dryopteridaceae.

Si tratta di una specie di felce il cui areale di origine e diffusione copre tutta la fascia temperata dell’emisfero settentrionale; è presente in tutto il continente euroasiatico e in America del Nord.

È naturalmente presente nei boschi freschi fino al limite altitudinale dell’insediamento boschivo.

Si tratta di una pianta perenne con foglie composte che possono arrivare anche alla lunghezza di 1 m, generalmente non oltrepassa i 40/70 cm. Le foglie sono composte, tendenzialmente triangolari, costituite da numerosissime foglioline finemente divise, di colore vario a seconda delle specie, di misura sempre minore a partire dalla base del fusto fino all’apice.

Il fogliame è tendenzialmente verde chiaro, anche se esistono specie con foglie verde-giallastro, altre con foglie molto scure che tendono al grigio-argento (A. nipponicum). Inoltre esistono cultivar con fogliame tendende al porpora scuro, alcune anche veriegate.

Sporifica da luglio a settembre.

I fusti sono di colore marrone chiaro, che contrasta con il colore delle foglie. 

Tutte le specie prediligono esposizioni ombreggiate.

Buona parte delle specie è a foglia caduca, ma anche per quelle con fogliame permanente, in caso di temperature molto rigide, è possibile che la parte aerea secchi completamente, per poi rispuntare in primavera.

La felce femmina in giardino

Queste felci sono molto adatte nei giardini ombreggiati, dove si possono utilizzare sia in aiuole miste che come tappezzanti, per coprire superfici più vaste.

Esposizione: non amano stare in pieno sole ma al contrario preferisconoposizioni in ombra o mezz’ombra. Poche ore di luce mattutina diretta possono migliorare notevolmente il colore delle cultivar a foglia variegata.

In genere non temono il freddo, mentre possono venir danneggiate dal vento; quindi è consigliabile metterle a dimora in posizione riparata da un muro o d altri arbusti.

Annaffiature: sono piante che temono i ristagni idrici ma necessitano di bagnature frequenti e regolari. È quindi  consigliabile mantenere il terreno sempre leggermente umido, evitando gli eccessi, soprattutto per per le piante in vaso.

Concimazione:  all’inizio della primavera si avvantaggiano di una concimazione organica o chimica con concime granulare a lenta cessione per piante verdi.

Trattamenti: le felci sono suscettibili di clorosi e di marciumi radicali, causati generalmente da una cattiva gestione agronomica e da ristagni idrici nel pane di terra. Nel primo caso si ovvia con una concimazione organica con compost maturo; per evitare i marciumi, invece, basta solitamente evitare i ristagni idrici.

Moltiplicazione: si possono riprodurre attraverso le spore, la cui produzione è piuttosto abbondante. Le spore sono mature quando hanno un aspetto cartaceo e si staccano facilmente dalla pianta madre. Si seminano in primavera, in un composto costituito da sabbia e torba in parti uguali.

Ancor più facile la riproduzione per divisione dei cespi: in primavera e in autunno si dividono i cespi e le porzioni vengono subito messe direttamente a dimora.

Terreno: amano particolarmente i terreni sciolti e ricchi di sostanza organica a tendenza acida. Vanno coltivate in un substrato costituito da due parti di torba, due parti di terriccio e una parte di sabbia, per agevolarne il drenaggio ed evitare pericolosi ristagni idrici.

L’agapanto (Agapanthus africanus)

famiglia: Liliacee
genere: Agapanthus
specie: Agapanthus africanus

agapanthus africanus

Qualche cenno botanico

L’Agapanto è una pianta di dimensioni medio-piccole che raggiunge al massimo 1 m di altezza.

È caratterizzato da una fioritura appariscente e prolungata di colore blu o bianca.

Si tratta di una bulbacea che d’inverno perde le foglie  e necessita della maggiore esposizione possibile alla luce diretta del sole.

L’agapanto in giardino

In giardino l’agapanto trova spazio sia in aiuole fiorite monospecifiche che in aiuole miste.

Rende molto bene nella realizzazione del bordo dei percorsi, sia pedonali che carrabili. In questo contesto può essere usato sia da solo che in abbinamento a piante a foglia larga o a liliacee dall’aspetto a lui molto simile (per esempio agli o cipolle da fiore).

Esposizione: se si desidera liberare il terreno dalle bulbose dopo la fioritura, attendere che il fogliame dissecchi. In seguito è possibile levare i bulbi dal terreno e riporli in luogo buio, fresco ed asciutto, fino alla stagione più propizia per interrarli nuovamente. Queste piante possono essere poste a dimora in giardino per tutto l’arco dell’anno. Possono sopportare temperature minime di molti gradi inferiori allo zero. Lo coltiviamo dove possa godere per quante più ore possibile della luce diretta del sole

Annaffiatura: come tutte le bulbacee, anche l’agapanto soffre molto i ristagni idrici che possono causare marciume dei bulbi. Le bagnature devono essere effettuate solo quando il terreno è già asciutto da qualche giorno con adacquamenti non eccessivamente abbondanti.

Concimazione: durante l’autunno le bulbose non vanno concimate. Per i bulbi appena messi a dimora si può arricchire il terreno con concime organico, ricordando che le esigenze alimentari massime si hanno quando la pianta ha un’abbondante presenza di foglie e si prepara alla fioritura.

Trattamenti: è una pianta che può essere colpita da ticchiolatura o da bolla. Qualora ci siano delle foglie colpite vanno asportate e distrutte, e la pianta è bene sia oggetto di trattatamento funghicida. Se l’infestazione viene presa per tempo può essere efficace un trattamento con macerato d’aglio o d’equiseto. Se invece il problema è già più grave si deve operare con altri trattamenti antifungini.

Terreno: come tutte le bulbacee predilige terreni soffici, con elevato drenaggio. Ideali quelli sabbiosi.

L’acero campestre (Acer campestre)

famiglia: Aceraceae
genere: Acer
specie: Acer campestre

Qualche cenno botanico

L’acero campestre è un albero di dimensioni medie diffuso in tutto il continente euroasiatico, ma maggiormente presente nella zona mediterranea e centrale dell’europa.

Detto anche loppio o testucchio,  in Italia è molto comune nei boschi di latifoglie mesofile, specie insieme alle querce caducifoglie con cui forma boschi dal livello del mare fino all’inizio della faggeta. 

È un albero caducifoglie di che può raggiungere i 18-20 metri di altezza, ma solitamente si attesta sui 12-15 m. Cresce piuttosto velocemente nella fase giovanile per poi rallentare molto il tasso di crescita annuale.

Il fusto, solitamente impalcato piuttosto basso, ha tronco spesso contorto e ramificato; la chioma è tendenzialmente rotondeggiante.

La corteccia è scura, bruna grigiastra, e fessurata in placche rettangolari. I rami sono sottili e ricoperti da peluria, caratteristica questa tipica dell’acero campestre e che lo distingue da tutti gli altri aceri italiani.

Le foglie sono semplici di 4-7 cm, a margine intero e ondulato, caratterizzate dalla conformazione lobata (3 o 5 lobi ottusi), picciolate e di colore verde scuro. Il picciolo, se staccato, secerne lattice ed è lungo quanto la lamina fogliare. Le foglie sono un ottimo e nutriente cibo per gli animali, e infatti tradizionalmente gli aceri maritati alle viti venivano potati in estate per foraggiare il bestiame.

I piccoli fiori verdi, che sbocciano in aprile-maggio riuniti in infiorescenze, sono anonimi e non profumati. 
I frutti sono degli acheni chiamati in botanica disamare alate e maturano in settembre-ottobre. Le singole samare sono portate in modo orizzontale in modo che le due samare abbiano un angolo tra loro di circa 180°, anche questo è un carattere distintivo dell’Acer campestre.

Usi dell’acero

L’acero per le sue ridotte dimensioni, per il fatto che sopporta bene i tagli e poichè le foglie sono molto appetite dagli animali, ha rappresentato il tutore vivo maggiormente utilizzato nella cultura della vite.

È una pianta molto mellifera, sebbene il miele uniflorale sia piuttosto raro.

Le foglie, ad alto contenuto proteico, un tempo venivano utilizzate come foraggio estivo; negli aceri maritati alle viti potando l’albero in estate si permetteva così ai grappoli d’uva di maturare al sole.

Il legno veniva usato per la fabbricazione di piccoli oggetti, perché duro e pesante. A causa della sua compattezza è un ottimo combustibile.

La pianta possiede proprietà lievemente anticoagulanti, aiuta nella prevenzione delle calcolosi e nelle cure successive alle manifestazioni di Herpes zoster; il decotto di corteccia è usato  negli eritemi della pelle e anche come rinfrescante intestinale.

Antiche credenze popolari conferivano all’acero proprietà magiche, soprattutto contro le creature maligne notturne come streghe e pipistrelli.

 

L’acero in giardino

L’acero non è una pianta particolarmente attraente, ma le sue dimensioni ridotte e le sue caratteristiche ecologiche rappresentano elementi di pregio in tutte quelle situazioni in cui non ci sono spazi adeguati ad ospitare un grande albero.

Data la sua sopportazione dei tagli ripetuti può essere usato per creare siepi campestri caducifoglie. Inoltre la sua capacità di crescere anche su terreni poveri e di pendio, lo rende un ottimo albero da usare per consolidare pendii franosi.

Annaffiatura: in natura predilige suoli piuttosto asciutti e quando coltivato in piena terra non richiede bagnature; in vaso richiede un’irrigazione costante per poter vegetare abbondantemente, avendo comunque cura di evitare i ristagni idrici.

Esposizione: è una pianta eliofila e moderatamente xerofila che ama stare in pieno sole e sopporta bene anche la forte insolazione estiva mediterranea.

Concimazione: generalmente non necessita di concimazioni, ma in fase di crescita le giovani piante si avvantaggiano di una concimazione organica bilanciata a base di humus o compost maturo.

Trattamenti: generalmente non necessita di nessun tipo di trattamento.

Terreno: preferisce suoli abbastanza ricchi, anche di matrice argilloso-limosa, sebbene sopporti anche terreni poveri e poco carbonatici.

Le lavorazioni di ottobre in giardino

lavori ottobre giardino

Ottobre è tradizionalmente il mese centrale dell’autunno, ma molto spesso nei nostri climi mediterranei è spesso il mese di inizio dell’autunno visto che la lunga estate mediterranea ingloba molta parte di settembre.

In giardino si fanno evidenti i segni dell’autunno e la raccolta delle foglie delle piante caducifoglie diventa una delle lavorazioni più frequenti e dispendiose, almeno in termini di tempo.

Ottobre e novembre sono i mesi di massima virulenza fungina e in cui le spore di molti parassiti fungini sono molto abbondanti nell’aria, quindi posate forbici, forbicioni e tagliasiepi. Per non parlare delle motoseghe!

Questo è il mese giusto per controllare l’efficienza delle macchine da taglio ed eventualmente portarle a fare un bel tagliando da un bravo meccanico.

Prato

  • Falciate con regolarità il prato all’altezza voluta.
  • Controllate lo sviluppo delle piante spontanee.
  • Rimuovete le foglie secche delle piante spoglianti.
  • Controllate l’irrigazione del tappeto erboso, passando a bagnature autunnali che tengano anche in considerazione le abbondanti piogge del periodo. Se il vostro impianto di irrigazione non ne è già dotato, valutate l’installazione di un sensore di pioggia. Con poca spesa ridurrete il consumo idrico sfruttando la pioggia: l’investimento vi tornerà presto in tasca e l’ambiente ne trarrà vantaggio!

Orto

  • Raccogliete le ultime fruttificazioni delle colture a raccolta estiva alcune delle quali, come i pomodori, vi daranno ancora qualche frutto fino ai primi freddi autunnali.
  • Seminate i piselli.
  • Proteggete il prezzemolo dai primi venti freddi o, se in vaso, collocatelo in posizioni riparate, insieme a lavande, rosmarini, timi e altre aromatiche sensibili al freddo. 
  • Continuate la semina degli ortaggi a raccolta invernale come cavoli, lattughe, ravanelli invernali e le cipolle resistenti ai rigori invernali.
  • Verificate e nel caso rinnovate la pacciamatura dell’orto.
  • Verificate nella cantina che i raccolti destinati alla conservazione non si siano ammalorati.
  • Tenete sotto controllo gli afidi, le lumache e le limacce ed intervenite se necessario.
  • Fate la massima attenzione alle problematiche fungine e nel caso intervenite immediatamente.

Arbusti ornamentali

  • Sospendete la tosatura delle siepi, soprattutto se ciò comporta il taglio di parti legnose delle piante.
  • Rimuovete i capolini sfioriti delle piante annuali e delle perenni.
  • Controllate i tutori e i sostegni per i rampicanti, a breve alcuni saranno da togliere per la fine del ciclo vegetativo delle annuali.
  • Riducete l’irrigazione a cicli autunnali, anche in considerazione delle piogge che dovrebbero farsi più abbondanti e regolari.
  • Se necessario rinnovate la pacciamatura nelle aiuole e sotto le siepi per controllare lo sviluppo delle piante infestanti.
  • Controllate le aiuole di stagionali: quando le temperature si abbassano le fioriture estive cominciano ad essere da sostituire con quelle invernali. Cercate comunque di non aver fretta coi ciclamini: se piantate troppo presto, le piante che in serra erano arrivate alla fioritura, la bloccheranno immediatamente sotto al sole di un’ottobrata romana.
  • Raccogliete i semi delle piante tardive che volete riprodurre.
  • Piantare i bulbi a fioritura primaverile. Se non l’avete mai fatto trovate un angolino dove mettere dei tulipani: a primavera godrete appieno del lavoro fatto!

Piante in vaso

  • Verificate lo stato vegetativo delle piante e ricordate che le piante in vaso poste all’interno degli appartamenti risentono meno dell’alternanza delle stagioni; pertanto le cure ad esse dedicate devono essere costanti anche in questo periodo in cui fuori tutta la vita vegetale comincia un po’ a rallentare.
  • Seminate in vaso le piante rustiche.
  • Rinvasate le piante che devono cambiare vaso, aumentandone leggermente la misura.

Interventi generali

  • Raccogliete le foglie delle piante spoglianti, per molte di loro l’autunno è arrivato.
  • Controllate tutori e legacci, a fine mese la crescita comincia a rallentare ma qualche getto settembrino potrebbe rompersi con i primi venti freddi se non legato a dovere.
  • Legate regolarmente i nuovi tralci delle piante rampicanti.
  • Controllate regolarmente lo stato della pacciamatura per mantenere sotto controllo lo sviluppo delle infestanti spontanee e per aiutare il terreno a mantenersi termicamente più isolato sia dal caldo che dai primi freddi.
  • Verificate con molta attenzione la presenza di parassiti ed eventuali problematiche fungine, che in questo mese si fanno particolarmente pericolose a causa del clima umido con temperature non ancora rigide, quando non addirittura decisamente miti come nelle tradizionali ottobrate romane.

Prato: il taglio a regola d’arte

In un giardino un bel prato sano e curato è fondamentale per la riuscita estetica dell’insieme. Ma la manutenzione di un prato, specie se si tratta di un tappeto erboso sottoposto a regolare calpestio, è tutt’altro che una cosa semplice.

Anche il semplice taglio del prato, per essere fatto a regola d’arte richiede conoscenze, attenzione e attrezzature professionali in perfetto stato.

Questo è un prato tagliato con maestria in cui i segni lasciati dal trattorino tagliaerba realizzano uno splendido disegno ad onde.

prato tagliato a onde

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Il sopralluogo e la preventivazione dei lavori da fare sono sempre gratuiti.

 

 

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La concimazione tardo estiva degli agrumi

concimazione agrumi: limone in vaso

Gli agrumi, specie quelli in vaso, beneficiamo molto della concimazione di fine estate – inizio autunno.

Ricordarsi di concimare le piante di agrumi ad inizio settembre è uno dei compiti di questo periodo!

Se proprio non potete fare a meno di usare un po’ di chimica di sintesi, cercate un concime granulare a lenta cessione ricco in azoto, fosforo, potassio e microelementi. In commercio ne esistono molti bilanciati appositamente per le esigenze degli agrumi.

Se invece come noi preferite le cose più naturali, un po’ di stallatico maturo distribuito in superficie nel vaso sarà più che sufficiente per dare alle piante ciò di cui hanno bisogno per fiorire e fruttificare nei prossimi mesi.

 

 

Bonus verde 2018

Bonus verde: cos’è e quali sono i lavori agevolabili

Il Bonus verde è una detrazione Irpef del 36% sulle spese sostenute nel 2018, introdotta dalla Legge di Bilancio 2018, per interventi di sistemazione a verde di aree scoperte private di edifici esistenti, unità immobiliari, pertinenze o recinzioni.

Roma Giardini offre a tutti i suoi clienti la possibilità di aumentare la detraibilità fiscale fino al 50%, contattaci per avere maggiori informazioni.

Per sistemazione a verde la norma intende la fornitura e messa a dimora di piante o arbusti di qualsiasi genere o tipo, la riqualificazione di tappeti erbosi, il restauro e il recupero del verde nei giardini di interesse storico e artistico, la realizzazione di coperture a verde e la realizzazione di giardini pensili.

Sono, inoltre, detraibili le spese per la realizzazione di impianti di irrigazione e pozzi e per la progettazione e la manutenzione connesse all’esecuzione degli interventi.

Sono esclusi dalle agevolazioni gli interventi di manutenzione ordinaria annuale di giardini preesistenti sia privati che condominiali. È invece ammessa la manutenzione ordinaria quando connessa ad un intervento idoneo ad ottenere il bonus. Il semplice taglio delle piante può quindi essere agevolato se qualificabile come manutenzione straordinaria.

Infine, non si può ottenere la detrazione per i lavori in economia, cioè effettuati direttamente dal contribuente sul proprio giardino o terrazzo come la potatura delle siepi o la rasatura del prato. Non può essere agevolato neanche l’acquisto di vasi per il balcone.

I beneficiari del bonus verde

I beneficiari possono essere tutti coloro che possiedono un’unità immobiliare, quindi proprietari, nudi proprietari e titolari di altri diritti reali, o che la detengono in base a un titolo idoneo, come affitto o comodato.

Il bonus è cumulabile su più immobili, cioè lo stesso soggetto può usufruirne per interventi su diversi immobili di proprietà.

Bonus verde: come ottenerlo

Il pagamento delle spese deve avvenire attraverso strumenti che consentono la tracciabilità delle operazioni, il mezzo più frequente utilizzato è il bonifico ordinario.

La detrazione va ripartita in dieci quote annuali di pari importo e va calcolata su un importo massimo di spesa 5.000 euro per unità immobiliare a uso abitativo.  La detrazione massima è quindi di 1.800 euro per immobile (36% di 5.000).

Bonus verde: gli interventi di ‘edilizia libera’ che usufruiscono del bonus

Alcuni interventi di edilizia libera possono accedere al bonus verde.
Ad esempio, la realizzazione, riparazione, sostituzione e rifacimento di vasche di raccolta delle acque è un intervento di edilizia libera che, se funzionale all’impianto di irrigazione, può accedere al bonus verde.
Anche l’installazione, riparazione, sostituzione e rinnovamento di opere per arredo da giardino (es. barbecue in muratura/ fontana/muretto/scultura/ fioriera, panca) ricade nell’edilizia libera e permette, in alcuni casi di usufruire del bonus verde. Per esempio la fornitura di piante e arbusti, anche in vasi mobili, può essere agevolabile se si inserisce in un intervento relativo all’intero giardino o all’area interessata.
Infine, anche la riqualificazione di una ingresso o di un percorso pedonale di accesso ad una casa privata (trattandosi di sistemazione della pavimentazione esterna) rientra tra le opere di edilizia libera che possono essere agevolate con il bonus verde.

Bonus verde per il condominio

La detrazione è riconosciuta anche agli interventi eseguiti sulle parti comuni degli edifici condominiali. In questo caso il limite di spesa sarà di 5 mila euro per unità immobiliare.

La detrazione spetta al singolo condomino nel limite della quota a lui imputabile.

Può beneficiare della detrazione chi possiede o detiene, sulla base di un titolo idoneo, l’immobile oggetto degli interventi e che ha sostenuto le relative spese; quindi anche un affittuario con regolare contratto di locazione.