Dryopteris filix-mas

famiglia: Dryopteridaceae
genere: Dryopteris
specie: Dryopteris filix-mas

Dryopteris filix-mas

Qualche cenno botanico

La felce maschio (Dryopteris filix-mas) è una pianta appartenente alla famiglia Dryopteridaceae. È una delle felci più comuni nei boschi ombrosi e freschi di castagno e di quercia, ma cresce anche nei boschi di conifere fino al limite di 1700/1800 m d’altitudine.

Ha un comportamento tappezzante e tende a formare rigogliosi cespugli che superano anche il metro di altezza. L’apparato fogliare permane anche d’inverno ed è caratterizzato da un colore verde chiaro.

Si tratta di una pianta perenne con rizoma sotterraneo che porta grandi foglie bipennate lunghe sino a 1,20 m; i piccioli delle foglie e le rachidi fogliari sono ricoperte da piccole squame brune. Il fogliame è tendenzialmente verde chiaro.

Sporifica da giugno ad agosto.

Predilige esposizioni ombreggiate.

È una specie a foglia permanente, ma in caso di temperature molto rigide, è possibile che la parte aerea secchi completamente, per poi rispuntare in primavera.

La felce maschio in giardino

Queste felci sono molto adatte nei giardini ombreggiati, dove si possono utilizzare sia in aiuole miste che come tappezzanti, per coprire superfici più vaste.

Esposizione: non amano stare in pieno sole ma al contrario preferiscono posizioni in ombra o mezz’ombra. È da evitare l’esposizione diretta ai raggi solari.

In genere non temono il freddo, mentre possono venir danneggiate dal vento; quindi è consigliabile metterle a dimora in posizione riparata da un muro o d altri arbusti.

Annaffiature: sono piante che temono i ristagni idrici più che le brevi carenze d’acqua. È quindi  consigliabile bagnare solo quando il terreno è asciutto, evitando con accortezza i ristagni, soprattutto per per le piante in vaso.

Concimazione:  all’inizio della primavera si avvantaggiano di una concimazione organica o chimica con concime granulare a lenta cessione per piante verdi.

Trattamenti: le felci sono suscettibili di clorosi e di marciumi radicali, causati generalmente da una cattiva gestione agronomica e da ristagni idrici nel pane di terra. Nel primo caso si ovvia con una concimazione organica con compost maturo; per evitare i marciumi, invece, basta solitamente evitare i ristagni idrici.

Moltiplicazione: si possono riprodurre attraverso le spore, la cui produzione è piuttosto abbondante. Le spore sono mature quando hanno un aspetto cartaceo e si staccano facilmente dalla pianta madre. Si seminano in primavera, in un composto costituito da sabbia e torba in parti uguali.

Ancor più facile la riproduzione per divisione dei cespi: in primavera e in autunno si dividono i cespi e le porzioni vengono subito messe direttamente a dimora.

Terreno: amano particolarmente i terreni sciolti e ricchi di sostanza organica, meglio se a tendenza acida. Vanno coltivate in un substrato costituito da due parti di torba, due parti di terriccio e una parte di sabbia, per agevolarne il drenaggio ed evitare pericolosi ristagni idrici.

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