Il pino domestico o da pinoli (Pinus pinea) è la pianta simbolo della città di Roma.

In realtà è una specie stabilmente insediata in tutti i paesaggi mediterranei e in quello italiano in particolare (è infatti anche detto pino italico), e fa parte dell’immaginario collettivo di molte zone della penisola; basti pensare all’appellativo di “Isola Verde” per Ischia, alla famosa cartolina del golfo di Napoli con i pini in primo piano o alle pinete litoranee toscane o della costa adriatica.

Questa specie, come tutte le piante, viene colpita sia da patogeni fungini che da insetti.

Da alcuni anni, a partire dai primi focolai campani del 2014, è oggetto di infestazioni da parte di un nuovo insetto, un coccide identificato come “cocciniglia tartaruga del pino” (Toumeyella parvicornis).

La Toumeyella sta provocando a questa specie, una delle più problematiche in ambito urbano perché troppo spesso già danneggiata da interventi che poco hanno a che fare con una razionale pratica arboricolturale, molti danni e morie diffuse di singoli individui e gruppi arborei.

Nella primavera/estate del 2020 è diventata un’emergenza fitopatologica anche per la Capitale, con numerosi focolai sparsi in tutti i quadranti della città.

 

Toumeyella parvicornis: chi è

La cocciniglia tartaruga del pino, così chiamata nel suo areale di origine per i caratteristici disegni che compaiono sul dorso della femmina a maturità, simili a quelli del guscio della tartaruga, è un insetto originario del Nord America e del Canada. A partire dal 2005 ha ampliato il suo areale verso l’America Centrale e le isole caraibiche (Isole Turks e Caicos) per giungere poi, recentemente, nel nostro territorio dove, in totale assenza di limitatori naturali e, soprattutto, in presenza di condizioni climatiche favorevoli al suo insediamento, non sta riscontrando ostacoli e si sta rapidamente diffondendo in tutto l’areale del pino domestico. 

 

Toumeyella parvicornis: che danni fa

L’infestazione provoca una riduzione nel vigore degli alberi e limita la produzione di semi. Essa provoca anche deperimento delle piante attaccate e spesso porta alla loro morte.

La grande quantità di melata prodotta dal parassita conferisce agli alberi attaccati un aspetto lucido e favorisce il successivo sviluppo di fumaggine che ricopre interamente gli aghi dei pini e i rami. Tale stratificazione porta ad una riduzione della fotosintesi e quindi comporta il deperimento degli alberi.

Le infestazioni di cocciniglia tartaruga, determinando forti e veloci deperimenti degli esemplari attaccati, portano inevitabilmente le piante colpite a divenire più attrattive anche per altri insetti, come i coleotteri scolitidi del genere Tomicus.

Si tratta di un insetto polifago, registrato per diverse specie di pino in Nord America e ai Caraibi, che rappresenta una possibile minaccia per le specie di pino presenti in Italia.

Attualmente l’insetto è stato ritrovato prevalentemente su piante di Pinus pinea, il pino domestico o da pinoli; anche se colpisce con una discreta frequenza anche il pino marittimo (Pinus pinaster) mentre sembra ignorare il pino d’Aleppo (Pinus halepensis).

 

Toumeyella parvicornis: rimedi e cure

Con il Decreto del 3 giugno 2021 recante “Misure fitosanitarie di emergenza ai fini del contrasto dell’organismo nocivo Toumeyella parvicornis ( Cockerell ) (Cocciniglia tartaruga)” il Ministero delle Politiche Agricole Alimentari e Forestali ha reso obbligatoria la lotta a questo insetto. Dal 21 luglio 2021 con la pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale n. 173 tutti i  proprietari pubblici e privati di pini sono tenuti all’obbligo della lotta fitopatologica.

Questo il Decreto di lotta obbligatoria alla cocciniglia tartaruga.

Attualmente l’unica metodica di lotta dimostratasi realmente efficace sono i trattamenti endoterapici a base di Abamectina, un insetticida con capacità di traslocazione translaminare all’interno dei tessuti vegetali.

 

Pro e contro delle diverse forme di lotta

Endoterapia

PRO: costo (se proporzionato alla durata dell’effetto), durata dell’effetto utile (minomo 2, normalmente 3 anni); annullamento dell’effetto deriva e specificità del trattamento; nessun rischio per persone, insetti impollinatori, fauna e microfauna; protezione attiva della singola pianta trattata anche se in una popolazione arborea non trattata e fortemente infestata.
CONTRO: necessita di personale esecutore altamente specializzato e di attrezzatura specifica, non eseguibile in determinate condizioni climatiche e/o fisiologiche dell’albero, richiede più tempo per l’esecuzione su ciascuna pianta rispetto ai trattamenti in chioma; pinoli non commestibili per 3 anni.

Trattamenti insetticidi in chioma

PRO: eseguibile in ogni periodo dell’anno e indipendentemente dallo stato fisiologico dell’albero, eseguibile anche da personale non particolarmente qualificato, eseguibile con attrezzature non specifiche, velocità esecutiva del trattamento, terminato il periodo di latenza del principio attivo utilizzato i pinoli sono commestibili.
CONTRO: in ambito urbano capitolino sono vietati dalla normativa comunale a causa dell’effetto deriva (che li rende pericolosi in ambito urbano); breve durata dell’effetto utile (a seconda della stagione e della presenza di altre piante infette nelle vicinanze, si può ridurre anche a un solo mese); alto rischio di tossicità per insetti impollinatori, fauna e microfauna; scarso effetto nel tempo sulla singola pianta trattata se in una popolazione arborea fortemente infestata.

 

Limitatori naturali

Purtroppo in ambito italiano i limitatori naturali dello sviluppo della cocciniglia tartaruga sono estremamente limitati;  l’unico predatore rinvenuto con discreta attività su T. parvicornis è il coccinellide Cryptolaemus montrouzieri.

Questa coccinella, già utilizzata per il controllo naturale di altre cocciniglie, soprattutto Planococcus citri, è fortemente specializzato come predatore della cocciniglia farinosa degli agrumi, al punto tale da aver sviluppato un perfetto mimetismo dei suoi stadi larvali rispetto alle neanidi di planococco. Questo predatore non è finora risultato troppo attivo nel lungo periodo contro la Toumeyella.

Infine, in alcuni individui di T. parvicornis sono stati trovati esemplari di un parassitoide del genere Metaphycus, la cui attività parassitaria potrebbe, nel lungo periodo, anch’essa contribuire a limitare le popolazioni della cocciniglia.

La presenza di questi parassiti e predatori naturali va assolutamente salvaguardata quando si è costretti ad intervenire con fitofarmaci in chioma per ridurre le infestazioni di Toumeyella o per il controllo delle popolazioni di zanzara. Anche a causa dell’eliminazione di eventuali limitatori naturali l’endoterapia è preferibile ai trattamenti insetticidi per aspersione/atomizzazione.

 

Che facciamo noi?

Noi di Roma Giardini siamo attivi nei trattamenti endoterapici da molti anni.

Abbiamo fatto i primi trattamenti endoterapici contro la Toumeyella nella zona pontina nel 2018 e dall’arrivo della cocciniglia a Roma abbiamo eseguito centinaia di trattamenti endoterapici su pini capitolini.

I risultati sono molto buoni: la quasi totalità dei pini trattati rispondono positivamente alla terapia limitando la produzione di melata, inequivocabile indicatore della presenza dell’insetto sul pino.

Inoltre il trattamento endoterapico ha dimostrato un’ottima capacità di protezione preventiva delle piante. I pini sani o solo lievemente colpiti dall’insetto, infatti, sviluppano una folta chioma e risultano completamente immuni dagli attacchi dell’insetto.

Il trattamento a base di Abamectina inoltre protegge anche dagli attacchi della processionaria del pino e da quelli degli insetti scolitidi (per es. il Tomicus) che colpiscono i pini.

 

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