La cannuccia di palude (Phragmites australis)

famiglia: Poaceae
genere: Phragmites
specie: Phragmites australis

immagine cannuccie di palude

 

 

 

Qualche cenno botanico

La cannuccia di palude è una pianta erbacea perenne, rizomatosa, originaria del continente euroasiatico, ma ormai diffusa in tutto il pianeta.

È una pianta che tende a formare densi canneti in aree umide, in prossimità di paludi e sulle sponde di laghi, stagni e fossati. È spesso presente in terreni incolti bagnati e tollera un moderato livello di salinità.

In condizioni ideali può raggiungere  anche i 4 metri di altezza, ma normalmente non supera i 3 metri..

Le foglie, opposte, sono ampie e laminari, lunghe da 15 a 60 cm, larghe da 1 a 6 cm, glabre, verdi o glauche. All’apice del fusto è presente una pannocchia di colore bruno o violaceo, lunga fino a 40 centimetri. Germoglia a marzo e fiorisce a luglio.

Nell’insieme Phragmites australis assomiglia a una canna di palude (Arundo donax) in miniatura; non a caso nella nomenclatura volgare è chiamata cannuccia di palude, per differenziarla proprio dalla canna comune (A. donax) che risulta di maggiori dimensioni.

La cannuccia di palude  è una pianta dalla capacità fotosintetica molto alta; ciò le permette, in condizioni di disponibilità idrica sufficiente, di crescere molto velocemente e di formare, grazie alla spiccata tendenza rizomatosa,  macchie dense che possono soffocare altre piante e impedirne così la diffusione.

Dal punto di vista ecologico una macchia di Phragmites australis indica sempre una certa ricchezza di acqua nel sottosuolo.

La grande capacità di accrescimento rende P. australis una pianta molto utile per il risanamento o la decontaminazione ambientale di siti fortemente inquinati da sostanze organiche o metalli pesanti mediante il loro assorbimento e degradazione. Questa sua caratteristica viene sfruttata in paticolar modo negli impianti di fitodepurazione, dove la cannuccia di palude risulta una delle piante più adatte.

La cannuccia di palude in giardino

Innanzi tutto una raccomandazione utile per tutte le piante rizomatose, ma soprattutto per le canne che sono particolarmente vigorose: riflettere bene prima di piantarla in giardino e dedicatele uno spazio ben definito, possibilmente delimitato anche nel sottosuolo per non permetterle di sconfinare.

Come altre canne, in giardino può essere usata per creare una densa barriera visiva al posto di una siepe, ma generalmente a questo scopo alla cannuccia viene preferito il bambù, che risulta più attraente per le maggiori dimensioni dei fusti.

Annaffiatura: in piena terra le grandi capacità di captazione idrica fanno sì che l’irrigazione generalmente non sia necessaria; per quanto riguarda gli esemplari coltivati in vaso, peraltro piuttosto rari e poco diffusi, richiedono un’irrigazione costante per poter vegetare abbondantemente.

Consigliamo annaffiature frequenti e regolari, ma non eccessive. Ricordiamo sempre di attendere, tra un’annaffiatura e l’altra, che il terreno superiormente asciughi completamente.

Esposizione: la cannuccia è una pianta che necessita di essere esposta ai raggi diretti del sole. La Phragmites australis  può sopportare senza problemi temperature di alcuni gradi inferiori allo zero.

Concimazione: generalmente non viene concimata se a dimora in piena terra; per le piante in vaso in autunno/inverno si interviene interrando alla base degli arbusti una buona quantità di concime organico o di humus. Questo tipo di concimazione, oltre a migliorare l’impasto del terreno, rende disponibili, per circa 3-4 mesi, macroelementi, prevalentemente azoto. In questo modo il terreno vicino ai culmi ha un contenuto di azoto che si prolungherà fino alla primavera successiva, garantendo la crescita veloce e vigorosa tipica di questa pianta.

Trattamenti: generalmente non necessita di nessun tipo di trattamento.

Terreno: la canna comune preferisce un substrato di coltivazione mediamente profondo e ricco di acqua ma si adegua praticamente a qualsiasi terreno, anche ai più poveri.

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