famiglia: Ericaceae
genere: Rhododendron
specie: Rhododendron sp

L’azalea e il rododendro sono piante arbustive particolarmente apprezzate per il bel fogliame e per la fioritura abbondante e particolarmente attraente. Sono tradizionalmente usati anche come fiore reciso.

Qualche cenno botanico

L’azalea e il rododendro sono piante appartenenti al genere Rhododendron (L. 1753) della famiglia delle Ericaceae. Il genere comprende oltre 500 specie di piante arbustive che vanno dai 40 a 90 cm di altezza. La loro bellezza le ha fatto oggetto di un’intensa attività vivaistica che ha prodotto infiniti ibridi e varietà differenti.

Il genere si divide in due gruppi principali: i rododendri, grandi arbusti sempreverdi o decidui, e le azalee, arbusti nani sempreverdi, a foglie verdi, oppure piccoli e decidui. Fino a pochi anni fa si credeva erroneamente che fossero due specie distinte, ma in realtà sia azalee che rododendri fanno parte dello stesso genere.

 Il nome del genere deriva dalle parole greche rhodon (rosa) e dendron (albero). 

Sono piante originarie dell’Eurasia e dell’America.

Già in natura le diverse specie di rododendro presentano caratteristiche differenti, l’attività vivaistica ha poi generato ibridi e varietà anche molto diversi tra loro. Si hanno piante con chiome a portamento aperto, con foglie grandi, ruvide, ovali o lanceolate, di colore verde scuro lucido superiormente, più chiare o di colore rugginoso sulla pagina inferiore.

I fiori sono semplici o doppi, dai colori vistosi, campanulati, con lobi a volte ondulati, riuniti in grandi mazzi posti all’estremità dei rami. L’epoca di fioritura è fra la primavera e l’estate, a seconda della specie.

Le azalee, che appartengono ad alcuni sottogeneri, presentano chiome compatte e raccolte e foglie lanceolate di colore verde lucente, con grappoli di fiori dai colori vivaci, di tutte le sfumature del bianco, rosa, rosso, magenta, con alcune varietà a fiori bicolori.

L’azalea e il rododendro in giardino

Esistono numerosissime cultivar ed ibridi ornamentali di azalee e rododenri; e negli ultimi anni sul mercato florovivaistico si trovano anche azalee di colore lilla o leggermente azzurrato.

Le varietà sempreverdi temono leggermente il freddo, si coltivano quindi come piante da appartamento. Le varietà a foglia caduca o semisempreverdi si coltivano invece in giardino, sia in vaso che in piena terra.

 

Esposizione: sono piante che in ambiente mediterraneo preferiscono le posizioni semiombreggiate e necessitano di essere riparate dai raggi diretti del sole nelle ore centrali, specie in estate.

Le varietà a foglia caduca non temono il freddo, anche molto intenso.

Annaffiatura: le azalee e i rododendri vanno bagnati con regolarità perchè soffrono la carenza idrica. Da marzo ad ottobre annaffiare regolarmente, evitando però di inzuppare il terreno. Durante i mesi invernali, invece, meglio evitare le bagnature, o al limite intervenire solo in caso di prolungata siccità.

Le varietà sempreverdi, come tutte le piante a fogliame persistente, necessitano di essere annaffiate per tutto l’arco dell’anno, mantenendo il terreno sempre leggermente umido.

Concimazione: azalee e rododendri amano i terreni ricchi di sostanza organica, quindi per avere piante sane e abbondanti fioriture è importante che sul terreno sia annualmente sparso del compost maturo.

Le piante in vaso dovranno essere concimate periodicamente con prodotti specifici per piante acidofile.

Trattamenti:come molte altre ericacee, anche azalee e rododendri sono soggette a clorosi fogliare: le foglie ingialliscono progressivamente e le piante appaiono stentate e sofferenti.

Generalmente ciò può avere due cause, a volte contemporanee: il pH del terreno non sufficientemente acido oppure la carenza di elementi minerali nel terreno, soprattutto ferro.

Si può prevenire la clorosi fornendo periodicamente un ammendante a base di chelati di ferro, oppure del concime a base di sangue di bue, e innaffiando le piante con acqua e aceto (2/3 volte l’anno per le piante in terra, con frequeza anche mensile per quelle in vaso).

Le piante già colpite da clorosi o patologie fungine vanno curate il prima possibile. Nella maggior parte dei casi verificando il pH del terreno ed eventualmente procedendo a delle bagnature con una blanda soluzione di acqua e aceto. Se i problemi persistono procedere anche con delle concimazioni ricche di ferro.

Terreno: il substrato è sicuramente l’elemento che riveste maggiore importanza per coltivare con successo azalee e rododenri; tutto la famiglie delle ericacee infatti ha bisogno di un terreno tendenzialmente acido, con ph ottimale di 5/5,5.

Un ph più alto tende ad inibire l’assorbimento radicale causando clorosi e scarsissima fioritura.

Il terreno deve essere morbido e ricco si sostanza organica, ben drenato e senza ristagni idrici.

Le azalee possono essere anche coltivate in vaso, facendo attenzione alla maggiore richiesta di annaffiature e al rischio di innalzamento del pH a causa del calcare presente nell’acqua di innaffiamento. Un espediente per mitigare questo fenomeno è quello di aggiungere qualche goccia di aceto all’acqua di bagnatura a mesi alterni.

Per le piante in vaso, il substrato deve essere composto da torba e terriccio per piante acidofile in parti uguali.

Moltiplicazione: la moltiplicazione può avvenire per seme o per talea, ma solitamente è operata da vivai specializzati.

Note di coltivazione: per avere sempre azalee e rododenri sani e con fioriture abbondanti e prolungate togliete sempre i fiori alla fine della fioritura, asportando con cura anche il peduncolo fiorale  per evitare che la pianta produca semi. Concimate almeno mensilmente con concime ricco di ferro per piante acidofile: eviterete la clorosi e stimolerete l’emissione di nuovi fiori.

Ricordate infine che queste piante tendenzialmente soffrono il caldo e in particolar modo le irrigazioni durante le ore più calde del giorno, per cui bagnatele alle prime ore del mattino o, meglio, di notte.

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