Approfondimento: le diverse tecniche di potatura

Approfondimento: le diverse tecniche di potatura

Gli obiettivi della potatura possono essere molteplici e quindi non esiste un solo tipo di potatura. Inoltre una stessa tipologia di potatura può essere eseguita con tecniche differenti.
La potatura è eseguita mediante tecniche elementari che il potatore sceglie
e combina opportunamente fra loro per attuare i diversi tipi di intervento.
Le principali tecniche di potatura sono:

  • spuntatura (taglio lungo)
  • speronatura (taglio corto)
  • diradamento (asportazione totale)
  • taglio di ritorno (taglio di sostituzione)

 

Spuntatura

Si tratta di un’operazione con la quale, intervenendo sulla parte apicale di un ramo o di una branca, si asporta una ridotta quantità di legno (taglio lungo).

Dal punto di vista della fisiologia vegetale la spuntatura, in linea di massima, limita l’accrescimento e generalmente favorisce l’irrobustimento delle porzioni di pianta rimaste.
Inoltre stimola lo sviluppo di nuove gemme lungo tutto l’asse dei rami ed in particolare nella porzione basale di questi.

 

Speronatura

Consiste nel taglio di raccorciamento eseguito sulla parte basale dei rami e delle branche che comporta l’asportazione di una gran parte della vegetazione (taglio corto).
Questa operazione comporta una riduzione del numero delle gemme da alimentare e pertanto la linfa affluisce con molta intensità nelle porzioni rimaste.
Gli effetti fisiologici che si possono generalmente ottenere sono:

  • risveglio delle gemme dormienti soprattutto in prossimità del taglio;
  • germogli (generalmente a “ciuffi”) che entrano in competizione fra loro per mancanza di una cima dominante;
  • sviluppo di rami vigorosi.

 

Diradamento

Si tratta di asportare completamente rami o branche con taglio rasente alla base in prossimità delle inserzioni (asportazione totale).
Dal punto di vista fisiologico è dimostrato che, a parità di legno asportato, il diradamento rispetto ad una qualsiasi altra operazione di potatura (speronatura, spuntatura) sottrae una minor quantità di sostanze di riserva conferendo alla pianta un migliore equilibrio chioma-radici.
Gli alberi sottoposti al diradamento formano una chioma meno compatta e più equilibrata rispetto a quelli sottoposti, per esempio, a raccorciamento.
Il diradamento, asportando anche parte della porzione centrale della chioma, favorisce la benefica azione dei raggi solari ed abbassa il tasso di umidità fra le foglie limitando di fatto l’insorgenza di attacchi parassitari e consentendo un irrobustimento delle branche.

 

Taglio di ritorno

Consiste nel recidere il ramo o la branca immediatamente al di sopra di un ramo di ordine inferiore a quello che si elimina.
Il ramo rimanente sostituisce la cima di quello asportato assumendone le funzioni. È considerata un’operazione di potatura “indiretta” in quanto, anche se il soggetto viene privato nel suo complesso di grosse quantità di legno, e ridotto nelle sue dimensioni, consente sia di mantenere una corretta ed armonica successione fra i diametri dei diversi assi vegetativi (rami, branche) con evidente beneficio per l’estetica, sia di mantenere una adeguata percentuale quantitativa e qualitativa di gemme.
Il ramo di ritorno deve essere almeno pari al 30% di quello asportato.

 

Quando potare

Gli interventi “cesori” si possono effettuare sia durante la stagione invernale quando la pianta è in riposo vegetativo (potatura secca o invernale), sia durante l’attività vegetativa (potatura verde nel riposo estivo).
Da evitare assolutamente i periodi compresi tra marzo e maggio (crescita primaverile) e tra ottobre e novembre (massima virulenza fungina).

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